Incontro con Papa Francesco

25 set

Mercoledì 25 settembre scorso, per me e per Don Vincenzo è stata una giornata particolarmente significativa; infatti, grazie a circostanze favorevoli, abbiamo avuto la possibilità di partecipare all’udienza di Papa Francesco in piazza S. Pietro, per poi poterlo salutare, anche se fugacemente, in modo personale al termine della udienza stessa. In quell’occasione Don Vincenzo tra le atre cose gli ha consegnato il Bilancio certificato dell’ “Opera”, insieme ad una dettagliata relazione delle attività svolte dalla “Madonnina del Grappa” e dagli sforzi per darle, nella continuità, un assetto adatto ai nostri tempi. Ma mi pare bello anche riportare alcune delle frasi pronunciate da Papa Francesco in quell’occasione, che possono essere da stimolo anche per tutti i figli e gli amici dell’ ”Opera”, affinché sia sempre più “opera della Provvidenza e della paternità di Dio”. Tema della catechesi del Papa era: «Credo la Chiesa, una». Il Papa ha proprio esordito così: “nel «Credo » noi diciamo «Credo la Chiesa, una», professiamo cioè che la Chiesa è unica e questa Chiesa è in se stessa unità. Ma se guardiamo alla Chiesa Cattolica nel mondo scopriamo che essa comprende quasi 3.000 diocesi sparse in tutti i Continenti: tante lingue, tante culture!”. Una unità che però non significa uniformità e appiattimento di vedute e di sensibilità, un’unità che è armonia e che è costruita non tanto dalle nostre strategie ma dal dono dello Spirito Santo. Così il Papa concludeva la sua riflessione: “Infine l’ultimo passo più in profondità. E, questa è una domanda bella: chi è il motore di questa unità della Chiesa? 

E’ lo Spirito Santo che tutti noi abbiamo ricevuto nel Battesimo e anche nel Sacramento della Cresima. E’ lo Spirito Santo. La nostra unità non è primariamente frutto del nostro consenso, o della democrazia dentro la Chiesa, o del nostro sforzo di andare d’accordo, ma viene da Lui che fa l’unità nella diversità, perché lo Spirito Santo è armonia, sempre fa l’armonia nella Chiesa. E’ un’unità armonica in tanta diversità di culture, di lingue e di pensiero. E’ lo Spirito Santo il motore. Per questo è importante la preghiera, che è l’anima del nostro impegno di uomini e donne di comunione, di unità. La preghiera allo Spirito Santo, perché venga e faccia l’unità nella Chiesa. C’è però sempre la possibilità, con il nostro atteggiamento e il nostro peccato di rompere quest’unità armonica, sia nella chiesa, come pure nelle nostre famiglie e anche nella grande famiglia che è “l’Opera”. 

E il Papa con profondo realismo ha attribuito un nome e cognome a quest’ atteggiamento: “la chiacchiera”.

Ascoltiamo allora le sue penetranti parole: “A volte sorgono incomprensioni, conflitti, tensioni, divisioni, che la feriscono, e allora la Chiesa non ha il volto che vorremmo, non manifesta la carità, quello che vuole Dio.

Siamo noi a creare lacerazioni! E se guardiamo alle divisioni che ancora ci sono tra i cristiani, cattolici, ortodossi, protestanti… sentiamo la fatica di rendere pienamente visibile questa unità. Dio ci dona l’unità, ma noi spesso facciamo fatica a viverla. Occorre cercare, costruire la comunione, educare alla comunione, a superare incomprensioni e divisioni, incominciando dalla famiglia, dalle realtà ecclesiali, nel dialogo ecumenico pure… Umiltà, dolcezza, magnanimità, amore per conservare l’unità!

Queste, queste sono le strade, le vere strade della Chiesa. Sentiamole una volta in più. Umiltà contro la vanità, contro la superbia, umiltà, dolcezza, magnanimità, amore per conservare l’unità.

E continuava Paolo: un solo corpo, quello di Cristo che riceviamo nell’Eucaristia; un solo Spirito, lo Spirito Santo che anima e continuamente ricrea la Chiesa; una sola speranza, la vita eterna; una sola fede, un solo Battesimo, un solo Dio, Padre di tutti (cfr vv. 4-6). La ricchezza di ciò che ci unisce! E questa è una vera ricchezza: ciò che ci unisce, non ciò che ci divide.

Questa è la ricchezza della Chiesa!

Ognuno si chieda oggi: faccio crescere l’unità in famiglia, in parrocchia, in comunità, o sono un chiacchierone, una chiacchierona. Sono motivo di divisione, di disagio?             Ma voi non sapete il male che fanno alla Chiesa, alle parrocchie, alle comunità, le chiacchiere! Fanno male! Le chiacchiere feriscono.

Un cristiano prima di chiacchierare deve mordersi la lingua! Sì o no? Mordersi la lingua: questo ci farà bene, perché la lingua si gonfi a e non può parlare e non può chiacchierare. Ho l’umiltà di ricucire con pazienza, con sacrificio, le ferite alla comunione?

Chiediamo allora al Signore, con la nostra umile preghiera di essere docili all’azione dello Spirito Santo e davvero di essere uomini e donne che si mordono la lingua e che cercano con umiltà di ricucire le ferite alla comunione.

Scritto da Staff web

il 30 settembre 2013

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