LA FESTA ONOMASTICA DEL PADRE

28 gen

Ospite della Parrocchia di S. Pio X al Sodo, Sabato 28 gennaio l’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa ha ricordato, come da tradizione, la “festa onomastica del Padre”, don Giulio Facibeni con una giornata di riflessione sulle novità dell’Opera, in particolare per l’apertura della Casa di Accoglienza “Villa Guicciardini” a Firenze per persone con disagio mentale. Si tratta di una struttura intermedia per il superamento degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).

È stata una giornata piena di riflessioni, contributi, esperienze e infine un po’ di musica e di leggerezza, soprattutto per i giovani, i figli piccoli della Madonnina, quelli che ne costituiscono il futuro.

L’inizio dell’attività a “Villa Guicciardini” ha suggerito il filo conduttore della giornata.

Don Corso nel saluto iniziale ha ringraziato tutti i presenti e in particolare il dott. Domenico Fantò psicoterapeuta, la dott. Tiziana Neri, responsabile psichiatrica della nuova struttura, la Dott. Lucia Palazzo della fondazione “Eleonora e Giulio Guicciardini” e Monica Franzoni, regista teatrale, Ha coordinato gli interventi il dott. Andrea Campinoti della Cooperativa “Rifredi insieme.

Il tema della giornata era “Vecchi e nuovi modelli di accoglienza per persone con disagio mentale; quale futuro?”

Nel suo intervento don Corso ha avuto modo di ricordare la continuità ed insieme la capacità di rinnovamento all'interno dell'Opera: un percorso costante di interesse ed attenzione ai disagi delle persone da parte di tutti coloro che hanno costruito, rafforzato ed approfondito la capacità di dare risposte che nascono dal conoscere direttamente e personalmente i problemi ed ha indicato la soluzione nell’esperienza del Padre fatta di preghiera, fede nella Provvidenza, e impegno nella realtà.

Il dott. Fantò ha raccontato la sua lunga esperienza dai tempi dell'Università. Si è soffermato sui primi impegni a Imola col prof. Antonucci, e al più che decennale lavoro all'OPG di Montelupo Fiorentino, fino al suo presente impegno.

“Ascolto, condivisione e passione” sono – ha detto – le parole chiave che devono guidare l’operatore psichiatrico.

La dottoressa Neri, responsabile psichiatrica della struttura di “Villa Guicciardini”, ha dato uno sguardo concreto alla situazione nella Regione Toscana, numeri e organizzazione necessaria per affrontare la situazione che non si può definire emergenziale ma preoccupante. Come linee operative, la dott. Neri ha sottolineato la necessità di offrire un segno di vicinanza agli ospiti della struttura in modo da trasmettere la voglia di procedere insieme.

Nel suo intervento la dott. Maria Palazzo ha raccontato come è nata la voglia di misurarsi con una casa di accoglienza per adulti, quando l'esperienza precedente era legata essenzialmente ai minori. Il passaggio tra queste due esperienze ha richiesto un grande coraggio e grande passione per entrare nella nuova logica di “socialità” che non prevede chiusure e “gabbie”.

Nella seconda parte della mattinata due esperienze. La prima quella di Giacomo, raccontata in una lunga intervista – letta da Andrea Campinoti – nella quale questo educatore ha raccontato la sua lunga esperienza nelle diverse strutture dei dipartimenti di salute mentale, fino all'arrivo nella nuova REMS (Residenza per l’esecuzione della Misura di sicurezza Sanitaria), che è l'evoluzione degli OPG, dove sono ospitate persone che hanno commesso reati in stato di crisi acuta e che in questa struttura dovrebbero trovare la possibilità di ritrovare equilibrio, responsabilità ed autonomia. Questo educatore ha spiegato tutto il percorso verso il ritrovamento della libertà e della "salute", evidenziando le difficoltà e la fatica, ma ha anche affermato che senza un profondo processo di “sanificazione” della società, e di tutto il contesto, questo processo è quasi impossibile.

La seconda, quella di Monica Franzoni, regista teatrale del gruppo dell'OPG di Reggio Emilia. Ci ha raccontato che ha iniziato la sua esperienza come insegnante di ginnastica per i reclusi. In questa sua attività, scoperte le possibilità di espressione di queste persone, è giunta alla creazione di un gruppo che ha redatto testi teatrali molto forti emotivamente. Da qui è passata a proporre e attuare esperienze liberatorie e salutiste, biciclettate di gruppo, la costruzione di un museo della memoria dell'OPG… tutto questo ha portato ad intrecciare relazioni proficue con le classi di tante scuole elementari e medie della sua provincia.

Al termine: il saluto emozionato di Paolo Toni, presidente dell’Unione Figli, che ha detto di sentirsi arricchito e stimolato nel constatare le possibilità che questo modo di affrontare i problemi psichiatrici può offrire a chi è toccato da esperienze simili.

Al termine della mattinata, come sempre, il pranzo è stata occasione di incontro e scambio di idee e di esperienze.

Nel pomeriggio è stato proiettato un video su don Facibeni e l’attuale realtà dell’Opera Madonnina del Grappa, che comprende anche un’intervista al Cardinale Piovanelli.

La partecipazione alla Messa presieduta da Mons. Giancarlo Corti ha riunito tutti nella preghiera e nel ricordo del Padre.

La giornata si è chiusa in maniera insolita con un concerto di un gruppo di ragazze giovani e brave “le birrette” che hanno trascinato con la loro musica nel ballo e nella leggerezza i giovani delle varie comunità dell’Opera, gli operatori, gli ospiti rimasti, e perfino i sacerdoti presenti.

Peccato che don Corso fosse già a dormire!

Scritto da Staff web

il 07 febbraio 2017

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