Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa - Firenze
 
 
Credidimus Caritati
 
 
 

| Home | La Missione | Il Padre | Storia dell'Opera | Contatti | Servizi | Attività dell'Opera| Sostieni L'Opera |
MONS. GIULIO FACIBENI (1884-1958)
L’affetto del padre
di Mario Bertini - Seconda Parte

Ma i suoi impegni in città lo videro distinguersi anche come sacerdote: fu cappellano in un istituto per minorenni, e animatore di un centro giovanile nella parrocchia fiorentina del Pignone. Contemporaneamente ebbe fama cittadina di buon oratore, fino a distinguersi come fondatore, nel 1910, del Circolo "Italia Nova": un'aggregazione cittadina di studenti cattolici avente per scopo di promuovere i valori cristiani al fine di coniugare fede e patriottismo. Un impegno quest'ultimo, che non scaturì mai in azione politica, piuttosto una formazione religiosa e sociale per i giovani studenti cattolici della città.
Tutte cose che non sfuggirono all'attenzione dell'arcivescovo fiorentino, il cardinal Mistrangelo che, intuendone le capacità pastorali, dopo aver ottenuto dalla diocesi di San Sepolcro il mandato per il necessario trasferimento, incardinò il non ancora trentenne don Giulio Facibeni fra i suoi preti, destinandolo alla popolarissima parrocchia di Santo Stefano in Pane a Rifredi.
Alla Pieve di via delle Panche appartenevano quasi diecimila anime, fra contadini, artigiani ed operai, con una proliferazione di fabbriche in continua espansione e la costruzione dei primi insediamenti di case popolari. Ne conseguì una pastorale difficile per la politicizzazione, a volte esasperata, degli strati sociali del suo popolo: un primo approccio molto sofferto.
Ma in lui, evidentemente, c'erano già le prime pulsioni di una santità sacerdotale: "... Nulla desiderare, se non il bene delle anime; essere il padre di tutti, anche di quelli che sono lontani, che misconoscono l'autorità del parroco e la disprezzano; mostrare la tenerezza di padre in preferenza ai poveri e agli infelici.. " Un lavoro all'inizio davvero sfibrante che nel 1913 gli fece scrivere: "Mi trovo sfinito di forze con un lavoro continuo che non mi dà tregua. Sono due notti che trascorro interamente al capezzale degli ammalati..."
Ma fu parroco, e che parroco, se dopo alcuni anni riuscì a risollevare una parrocchia a lui assegnata dopo un'esperienza precedente carica di pesanti ombre d'inquietudine. Senza parlare delle accanite avversioni politiche che esemplificherò con un solo passaggio. Fra le nuove azioni di restauro pastorale, con il rifiorire di aggregazioni, religiose, culturali e sociali a tutti i livelli, don Facibeni ripristinò la processione del Corpus Domini. "E' una provocazione del nuovo prete di Rifredi" scrisse il giornaletto socialista locale "la Difesa", a significare che quel pretino, apparentemente di poco peso, stava seminando nuovi fermenti di evangelizzazione e di pietà popolare.
Ma la sintesi di quel primo periodo rifredino del nuovo pievano, la lascio a mons. Giancarlo Setti trascrivendola dal suo già citato volume. "Il popolo scoprì che confessava bene, che era una persona con cui si poteva parlare di tutto, a cuore aperto, e che sapeva ridare pace alle coscienze inaugurando un nuovo modo di percorrere la vecchia strada che porta a Dio”.

L'ispirazione sul Monte Grappa
Seppur ispirato dai valori del risorgimento da lui sempre coltivati e coniugati alla fede, e pur non amando la guerra come soluzione alle problematiche dei popoli, l'esistenza di don Facibeni fu condizionata da due guerre che ne segnarono la storia sua personale e della sua Opera. Già la "scintilla" ispiratrice, quella statua della "Madonnina del Grappa" che diventerà la compagna celeste della sua avventura fiorentina, lascia intendere quanto la Prima Guerra Mondiale abbia coinvolto il giovane pievano, portandolo perfino in prima linea come cappellano militare su quel "sacro monte" che segnò di luminosa speranza la soluzione finale di Vittorio Veneto. Ed anche la Seconda Guerra Mondiale, questa volta segnata da una sconfitta e da un'uguale perdita di vite umane, portò nell'anima sensibilissima del maturo sacerdote, la pesantezza di una tragedia immane.

| Home | La Missione | Il Padre | Storia dell'Opera | Contatti | Servizi | Attività dell'Opera| Sostieni L'Opera |
Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa - Via delle Panche 30 - 50141 Firenze Tel. 055/429711 Fax 055/4297291