Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa - Firenze
 
 
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MONS. GIULIO FACIBENI (1884-1958)
L’affetto del padre
di Mario Bertini - Sesta Parte

Poi, prima della fine della medesima intervista, avendo trovato tanta disponibilità, ma anche tanto scetticismo in un maestro che di arte sacra ne aveva dipinta molta, la scrittrice azzardò una nuova domanda ancora più provocatoria: "Maestro, chi Le piacerebbe incontrare in Paradiso?" "Nessuno in particolare incalzò Annigoni – l''idea di un incontro ci riconduce a una concezione terrena del Paradiso, che rifiuto. Mi piacerebbe ritrovare quello che esprimeva il volto di don Facibeni..."
L'Opera di don Facibeni oggi
Volendo sigillare questa breve testimonianza su don Facibeni, non posso non accennare alla continuità della sua Opera (a quarantacinque anni dalla scomparsa del suo fondatore) come eredità ancora viva e presente sul territorio, oggi allargatasi ad esperienze missionarie in Brasile ed in Albania.
Venuti a mancare gli orfani di guerra, e anche per le migliorate condizioni economiche del nostro Paese, si sono sviluppate altre, moderne povertà con contraddizioni sociali ugualmente emergenti. C'è anche nella città di Firenze una sorta di terremoto di emarginazione sociale il cui epicentro gravita sulla Madonnina del Grappa. Sono le nuove sacche di povertà con centinaia di "nuovi orfani" che bussano al vecchio portone di Via delle Panche con incalzante quotidianità: chi chiede soldi, chi chiede casa, chi chiede lavoro, chi chiede assistenza sanitaria, chi chiede permessi di soggiorno... ne sa qualcosa l'attuale Superiore dell'Opera, don Piero Paciscopi, che nonostante la continuità del proprio presidio oggi vengono chiamati "centri di ascolto" - rimane ogni giorno sconcertato dall'impotenza di non poter attendere a tutte le richieste.
Eppure l'Opera si sfibra per intervenire proprio là dove tutte le altre Istituzioni mostrano i propri limiti. Vivere alla Madonnina del Grappa oggi, vuol dire sobbarcarsi di un servizio ai poveri paradossalmente più pesante di quello, seppur eroico, di cinquant'anni fa.
Ci sono case famiglia con ragazzi segnati da grosse penalizzazioni difficilmente recuperabili; eppure si tenta ugualmente di gestire perfino l'impossibile. Poi le mense per i poveri e gli extracomunitari di Rifredi e di Piazza Santissima Annunziata, con quasi 500 pasti giornalieri; e un paio di cooperative sociali che danno lavoro a oltre trecento famiglie perlopiù di immigrati, nomadi, o svantaggiati.
Un'altra realtà di straordinaria attualità: le scuole professionali di Rifredi per ragazzi impossibilitati a proseguire gli studi o per giovani immigrati, integrate dalle istituzioni preposte in questo settore, ma che gravitano abbondantemente sulle risorse economiche e umane dell'Opera stessa. Una casa per anziani: "Le casette", vero gioiello di accoglienza per alleviare la solitudine di molti vecchietti. Altre case per ospitare studenti universitari e giovani lavoratori: Villa Guicciardini, Galeata., Empoli, dove l'Opera gestisce da decenni la locale parrocchia di S. Giovanni Evangelista sotto la guida di don Corso Guicciardini e di don Daniele Rialti. Oltre un'altra casa famiglia l'ultima nata perfino in Puglia. E le due Missioni già ricordate: in Brasile Fortaleza con il Centro socio sanitario e scolastico per centinaia di poverissimi che il compianto don Alfredo Nesi costruì dieci anni fa e l'esperienza albanese di Scutari, dove don Carlo Zaccaro gestisce una preziosa struttura sanitaria dedicata a bambini cerebrolesi.
A tutto ciò occorre aggiungere altre attività collaterali, come due case per soggiorni estivi di ragazzi e di anziani, gestite da don Celso Quercioli; la struttura polisportiva di Rifredi, in cogestione col quartiere e la parrocchia per una sana attività di centinaia di ragazzi; e altre case, cedute per interventi caritativi e altamente umanitari, alla Comunità Emmaus di S. Martino alla Palma e alle Suore di Madre Teresa di Calcutta di Castello.
Tutto ciò a dimostrazione della continuità di una testimonianza evangelica, inventata all'inizio del Novecento da un umilissimo prete romagnolo, trapiantato a Rifredi per un servizio sacerdotale e scaturito col tempo verso una paternità sconfinata.

Bibliografia

Silvano Nistri – Vita di don Giulio Facibeni
Silvano Nistri – Lettere di don Giulio Facibeni (Tre volumi)
Luigi Augusto Torniai – Don Giulio Facibeni - Scritti
"il focolare" Testimonianze
"Il focolare" I fioretti del Padre
"il focolare" Don Silvano Nistri – La spiritualità di don Giulio Facibeni
"il focolare" – Don Giulio Facibeni (Nelle testimonianze di D. Barsotti, G. Agresti, F. Tagliaferri)
"il focolare" – Don Giulio Facibeni (Nelle testimonianze di Enrico Bartoletti e Michele Pellegrino)
Alfredo Nesi – Il mio don Facibeni
Mariarosaria Covino – Don Giulio Facibeni - Il Padre, uomo della carità
Giancarlo Setti – Il rischio di essere padre (Breve vita di Mons. Facibeni)
Beatrice Tanzini Modelli dl educazione e formazione nell'opera di don Facibeni
Tutti i volumi sovraindicati sono in distribuzione presso la direzione dell’Opera Madonnina del Grappa

Tratto dal libro "Uomini di Vangelo. Preti di Toscana del Novecento" a cura di Riccardo Bigi, Edifir, Firenze 2003.
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